Abitare senza i genitori è una tappa tra le principali nel percorso di autonomia della persona, anche quando parliamo di persone con disabilità.
Il nostro intervento desidera far SPERIMENTARE, le condizioni per cui questo diritto possa essere applicato.
Già dallo scorso anno sociale, nella lunga fase di gestazione del progetto, sono stati svolti incontri con genitori, assistenti sociali e psicologi volontari, che hanno evidenziato la necessità di rispondere, per alcuni dei ragazzi della Casa del Sorriso e per le loro famiglie, con una forma di "residenzialità nell'indipendenza", ossia di un percorso di progressiva conquista dell'indipendenza abitativa, che tenga presente la prospettiva del "dopo di noi", ma che non si configuri come Comunità vera e propria.
Si propone quindi un'esperienza residenziale, della quale possano beneficiare alcuni dei ragazzi della Casa del Sorriso attualmente iscritti (8 su 11), favorendo la coabitazione di altri soggetti che, con la loro presenza, possano facilitare il rafforzarsi della loro autonomia.
Attualmente le strutture rivolte ai disabili in ambito territoriale di Maglie sono esclusivamente del tipo "Centro Diurno", dove i npstri ragazzi non trovano una giusta collocazione, rispondente al loro bisogno reale. Nello stesso tempo questi ragazzi, per quello che è il loro grado di autonomia, potrebbero avere accesso al mondo del lavoro (alcuni di loro sono iscritti a Garanzia Giovani da due anni, senza avere avuto alcuna opportunità di accedere ai 6 mesi di esperienza lavorativa nelle aziende locali), ma non hanno sul territorio delle opprtunità di impegnarsi fattivamente per essere una risorsa per la comunità in cui vivono.

Questa esperienza intende:

  1. Accompagnare i soggetti coinvolti in un percorso volto al rafforzamento delle competenze esistenti e al conseguimento di una autonomia abitativa.
  2. Far diventare la casa il luogo che unisce, uno spazio fisico e simbolico di incontro delle differenze all'interno del quale ognuno può essere portatore tanto di bisogni quanto di risorse per i propri coinquilini.
  3. Far diventare la Casa un luogo di incontro con persone che siano di arricchimento per i ragazzi.
  4. Far relazionare il ragazzi con il territorio durante le cene itineranti.