La vita di Vito e Anna Schimera è stata da sempre una pedagogia dell'accoglienza, del costruire luoghi di esperienza dove ogni persona è abbracciata e si accetta per quello che è.

Tutto ha inizio nel 1991 quando, per cinque anni (dal 1991 al 1996), lasciano i loro posti di lavoro, come medico e infermiera presso l'Ospedale di Maglie, per fare l'esperienza della missione in Uganda, come volontari della Fondazione AVSI (Associazione Volontari per il Servizio Internazionale). Lì, oltre a impegnarsi come professionisti in progetti sanitari, si dedicano alle persone affette da AIDS (Sindrome di Immunodeficenza Acquisita), assieme ad altri volontari AVSI, accompagnandoli nell'esperienza della malattia e della sofferenza, fino a quella definitiva della morte del distacco improvviso e drammatico dai propri figli, nella costante preoccupazione di doverli lasciare senza la concretezza di un futuro sereno e stabile, per la grande povertà e miseria delle loro vite. Partendo da questo bisogno, già nel corso degli anni della missione in Uganda, grazie alla Fondazione AVSI, iniziano a proporre in Italia, alle famiglie magliesi, il sostegno a distanza di bambini orfani dell'AIDS, progetto nato proprio per quello scopo in quegli anni e che ancora oggi garantisce a molti bambini in Uganda e non solo, un futuro migliore. Anna ha l'opportunità di seguire personalmente l'arrivo dall'Italia e la distribuzione dei fondi ai tutori degli orfani e, nello stesso tempo, accompagnare i bambini ad un corretto uso dell'aiuto che ricevono; segue i tutoriin quella nuova responsabilità per dare ragione a quel gesto gratuito, rivolto a loro e ai loro bambini, da parte di persone che non conoscono.