Ritornati a Maglie nel 1996, per nove anni, non si stancano di tener viva l'attenzione della gente nelle testimonianze, nelle mostre, fino al singolo incontro per quelle persone lasciate alla loro povertà senza limiti. Si impegnano nella raccolta fondi per i progetti AVSI e per il sostegno a distanza, consapevoli della stima e della fiducia che molti riponevano in loro. Ma il desiderio non si ferma qui perché occorre capire e far capire il senso di questi gesti di carità, andando fino in fondo, quasi lasciandosi educare attraverso esperienze da condividere, che si realizza negli anni a seguire con la Colletta per le Fondazione Banco Alimentare Onlus e con la Raccolta del Farmaco per la Fondazione Banco Farmaceutico.

Negli anni diventa sempre più vera la domanda di una "educazione alla solidarietà" per se stessi e per chi li incontra, desiderosa di esperienze concrete, una domanda che coinvolge i cuori di alunni e insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado. In quegli anni, l'incontro con persone ricche di esperienza nel campo educativo fa capire loro che dietro la disponibilità alla testimonianza di un bene ricevuto in dono vi è un progetto di bene per molti.

Donatella Leggio, insegnante della scuola elementare, con una umanità decisamente in sintonia con la loro, insegna ad Anna i passi fondamentali per delle progettualità nel sistema scolastico italiano di quel periodo, che Anna non conosce assolutamente, essendo un'infermiera e avendo lavorato sino ad allora solo nella progettazione legata ad assistenza e counselling nei Paesi in via di sviluppo.
Con la collaborazione di Donatella creano il progetto "Così abbraccio un amico: l'Uganda e gli Acholi", che permetterà ai ragazzi dalla terza alla quinta classe della Scuola Principe di Piemonte di Maglie, in un percorso di tre anni, di approfondire la conoscenza della cultura e della vita dei 10 bambini che stanno sostenendo a distanza in Uganda. È la conoscenza di un quotidiano che invita ad un paragone continuo con il diverso da sé, che sollecita i ragazzi ad accogliere questa diversità, avendo come scopo la possibilità di una crescita personale. Impossibile per i bambini di quell'età? Non direi, perché Anna, Vito e Donatella con l'allora dirigente professor Piccinni, insieme a tante altre insegnanti coinvolte nel progetto, dentro quell'esperienza, assisteranno al cambiamento di molti di quegli alunni.
Oltre ai bambini, anche il mondo degli adulti sembra risvegliarsi, provocato dalla proposta di una amicizia partecipata, che nasce da una stima e da un rispetto reciproco per i ruoli e le esperienze che ognuno di loro ha, come persone e come professionisti.